Oggi, 25 aprile 2017

Dopo la famosa sentenza del 13 maggio sul caso Costeja Gonzales che ha riaperto il dibattito complesso sul diritto all’oblio, qualche mese fa è stato approvato in Senato il ddl diffamazione ( passato ora alla Camera).

La legge, oltre a tentare ancora una volta di equiparare mezzo stampa e web utilizzando su questo leggi del 1948 invece di regolamentare il giornalismo alle dinamiche della società contemporanea, trova spazio anche per occuparsi di diritto all’oblio. Dietro richiesta dell’interessato, sarà Google a decidere quali informazioni potranno essere accessibili on line e quali verranno cancellati.

Chiunque si sentisse diffamato quindi potrà semplicemente mandare una mail a Google per far si che il link venga disindicizzato. Google potrà decidere se accogliere o meno la richiesta. Se dovesse accoglierla le informazioni verranno disindicizzate. Se invece ritenesse giusto non accogliere questa richiesta? Si va dal giudice che può decidere comunque la rimozione dell’informazione. Inutile chiedersi quale sarà l’atteggiamento di Google che acconsentendo non avrà ripercussioni, negando il diritto all’oblio rischierebbe di trovarsi in tribunale.

Già la sentenza della Corte Europea il 13 maggio aveva sollevato qualche dubbio su come la tutela della privacy possa prevaricare sul diritto di cronaca o sul diritto d’informarsi, adesso  l’Italia consentirebbe a chiunque la libertà di poter manipolare la sua web reputation, decidendo cosa è possibile conoscere di sé sul web e cosa non lo è più.

Equiparare diffamazione e diritto all’oblio vorrebbe dire mettere sullo stesso piano la pubblicazione di dati falsi ( una diffamazione ) con la pubblicazione di dati veri che si ritengono indesiderati e non più di interesse pubblico ( diritto all’oblio ). Un tema complesso come quello del diritto all’oblio che già a livello europeo ha suscitato parecchi dubbi dovrebbe essere trattato con molta più accuratezza perché le conseguenze potrebbero essere pericolose. Una strada equa e' quella di tutelare la reputazione di un singolo individuo senza venir meno all'interesse collettivo di informare ed informarsi. .