Oggi, 24 marzo 2017

Si chiamerà ‘Bob Torrent’ la nuova webseries targata Maccio Capatonda che sarà disponibile dal 27 Marzo su Infinity, il servizio di streaming on demand del colosso Mediaset. ‘Bob Torrent’, di produzione tutta italiana, sarà composta da 10 mini episodi ognuno della durata di 3 minuti circa e le prime tre puntate saranno visibili anche agli utenti non abbonati al servizio.

La trama della nuova webseries ruota intorno alla figura dello spietato produttore cinematografico Bob Torrent, il quale non avendo ottenuto successo nel cinema e nella TV che contano medita vendetta realizzando con la sua casa di produzione, la Torrent Production, prodotti di scarsa qualità fatti passare come grandi opere cinematografiche e diffusi online insieme a dei virus. A dargli man forte ci sarà il suo staff, una carrellata di personaggi-macchiette in perfetto stile Capatonda, che in questa serie web veste prevalentemente i panni di regista ritagliandosi solo qualche cammeo. Si passa, infatti, dall’anziana stagista Assunta May (che nel nome ha il suo destino professionale?) all’assistente incapace ma raccomandato da un padre ‘importante’, per terminare con la segretaria straniera, incompetente ma di bell’aspetto. Questi sono solo alcuni dei personaggi ideati in origine dal team creativo dell’agenzia Leo Burnett sui quali è poi intervenuto in un secondo momento Capatonda, che con la sua ironia (la scelta dei nomi dei personaggi rende già l’idea) prenderà di mira l’oscuro mondo delle produzioni audiovisive illegali. L’obiettivo della serie è raccontare con la solita dissacrante comicità di Maccio le difficoltà che incontrano gli utenti internet che navigano nel mare delle produzioni audiovisive pirata e dello streaming illegale.

In attesa quindi del confronto con l’americana Netflix, che approderà in Italia per la fine dell’anno, Mediaset Infinity lancia la prima produzione originale che ha da un lato l’obiettivo di differenziare l’offerta e dall’altro soprattutto una strategia di marketing per fidelizzare una buona fetta di pubblico affidandosi al genio e al successo di Maccio Capatonda, cercando di attirare nuovi utenti puntando il dito con ironia sui rischi - sia tecnici che legali - che si possono incontrare quando si decide di non affidarsi a contenuti sicuri e piattaforme di streaming a pagamento.