È stato un inizio di settimana molto intenso per Rai: tra ieri e oggi l’azienda ha presentato a pubblico e pubblicitari l’offerta televisiva per la prossima stagione.

Decine di commentatori si sono spesi nell’analisi di novità (poche, a dir la verità) e ritorni, della ritrovata importanza di Fabio Fazio e del nuovo adventure-game-reality di Emanuele Filiberto di Savoia.

Non scenderemo anche noi nei dettagli della programmazione. Siamo, piuttosto, interessati all’introduzione del Vice Direttore Generale Antonio Marano, che si è concentrato sulla vera novità della prossima stagione televisiva: il suo essere la prima full-digital. Con lo switch-off, infatti,  tutti gli italiani avranno accesso all’intera offerta multicanale predisposta da Rai e dagli altri operatori, attraverso il digitale terrestre o la piattaforma satellitare TivùSat.

Un passaggio così epocale avrebbe dovuto significare, da parte di Rai, una maggiore attenzione alla presentazione della sua offerta su piattaforme parallele a quella televisiva. Nell’anno segnato dai primi upfront digitali della storia e da una crescente importanza che le tematiche legate alla social television hanno rivestito nelle presentazioni dei principali network statunitensi, sorprende notare come Rai, ancora una volta, non riesca a sviluppare una strategia coordinata rispetto a queste tematiche.

Nelle parole di Marano, l’impegno multipiattaforma di Rai è finalizzato a

l’innovazione, il potenziamento editoriale e distributivo dell’offerta web, con un focus particolare su Rai.tv e i suoi servizi, sull’integrazione con i social network e sullo sviluppo selettivo di progetti editoriali crossmediali.

Purtroppo, questo è l’unico riferimento ad un impegno Rai nel campo della social television e della declinazione multipiattaforma dell’offerta: parole che rafforzano un progetto – Rai.tv – tra i migliori dell’offerta televisiva italiana (ed europea, pur se non al livello di eccellenza come l’iPlayer di BBC), nato in anticipo rispetto ai suoi competitor commerciali, ma che non può pensare di mantenere l’ottima reputazione – e l’altrettanto rilevante traffico online – che ha costruito senza pensare a investimenti e innovazioni nel prossimo futuro.

I “progetti editoriali crossmediali” riguarderanno, probabilmente, le reti indirizzate ad un target più giovane come Rai4  e Rai5, lasciando scoperta tutta quell’offerta della televisione generalista che è spesso fonte di migliaia di interazioni e commenti online.

Proviamo solo per un attimo a analizzare, per confronto, quanto si muove nel mercato statunitense prendendo ad esempio il network televisivo più social del momento: Fox. La rete, che considera la social tv come parte integrante dell’esperienza di visione di buona parte dei suoi spettatori, sta costruendo esperienze multipiattaforma attorno a tutti i principali programmi che trasmette: da una innovativa second screen app per X Factor al coinvolgimento dei fan per trovare il Gleek of the Week, dal Mapping the Connections per comprendere meglio le relazioni tra i differenti personaggi di Touch a Idolizer per sostenere il proprio concorrente preferito di American Idol, alla possibilità di creare music video interattivi per personalizzare la colonna sonora di New Girl.

Nell’attuale momento di incertezza sulla governance non si può pretendere da Rai un livello di attenzione su strategie innovative che scommettono sulle potenzialità di coinvolgimento del pubblico attraverso le app di social television.

Costituirebbe, però, un passo in avanti già la semplice razionalizzazione e promozione delle tante iniziative secondo una compiuta logica multipiattaforma, sul modello sviluppato da BBC,  per garantire in senso pieno l’accesso del pubblico indipendentemente dal momento di visione e dal supporto preferito (PC, consolle videogame, tablet, smartphone).

Nel medio periodo, invece, sarebbe opportuno cominciare a sperimentare con sistematicità la risposta del pubblico a strategie di comunicazione che integrino televisione, second screen e social network, per anticipare i tempi  rispetto agli altri competitor e verificare le potenzialità di  queste nuove forme di televisione.

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  1. [...] Storified by The Next TV · Thu, Jun 28 2012 08:04:49 Su queste pagine abbiamo più volte raccontato come lo sport, e in particolare il calcio, sia il killer content per il social tv engagement. La circostanza, avvalorata qualche giorno fa da una ricerca di Bluefin Labs, ha trovato nuova conferma con i campionati europei di calcio, #Euro2012 per gli appassionati della conversazione on line. undefinedAdage La partita Francia – Inghilterra, con i suoi 10,1 milioni di tweet, è balzata al secondo posto degli eventi sportivi più commentati di sempre. Ma, come ci ha raccontato Francesco Soro al termine del suo intervento all’International Journalism Festival 2012, non sono solo i numeri a dare la misura del successo della social conversation: è anche, e soprattutto, la possibilità di condividere con migliaia di persone l’esperienza della fruizione del contenuto televisivo, proprio lì, accanto a noi, su quel grande divano allargato che è creato (meglio: consentito) dalla visione multischermo. RT @PIERPARDO: Pronti x la semifinale con il cucchiaio firmato da #pirlo #euro12 http://pic.twitter.com/xLka3RoGMichele Moretti L’esempio più eclatante, o esaltante se vogliamo far prevalere l’amore per la nostra bandiera, è rappresentato dal cucchiaio con cui Andrea Pirlo, il fuoriclasse della Juventus, ha riaperto, nel momento in cui sembrava inesorabilmente chiusa, la lotteria dei rigori dei quarti di finale di #Euro2012 tra Italia e Inghilterra. EURO 2012 | INGHILTERRA – ITALIA | RIGORE DI ANDRE PIRLO CUCCHIAIO | HIGHLIGHTSbosskastronumber1 #euro2012. I calci di rigore di Inghilterra-Italia sono stati visti da 21.354.000 spettatori pari a 83.5% share.Marcello Ciannamea Un istante dopo il rigore, con la partita ancora in corso, alcuni, tra gli oltre 21 milioni di italiani che stavano assistendo alla partita, hanno avuto il privilegio di condividere le sensazioni sul meraviglioso cucchiaio di Pirlo con i più importanti calciatori del mondo. Pirlo is just #class!Gerard Piqué Que gran penalty de Pirlo.. fenomeno!Xavi Hernandez On a pure footballing note Pirlo just put on a pure footballing master class + the penalty was too muchRio Ferdinand Pero que clase…Cesc Fàbregas Soler Pirlo!Robin van Persie RT @henrywinter: Once again. The curse of penalties kills #eng. Italy deserved to go through. More adventurous over the 2 hours. Pirlo class throughoutMarco Foroni Complimenti a tutti i azzurri per passare il turno !!#pirlotantaroba!!Pocholavezzi Andrea Pirlo-RESPECT!Edin Džeko Pirlo was awesome but we have a player of a similar age and equally as good. Unfortunately he wasn’t there. #Scholesmichael owen Commenti che si sono naturalmente mischiati con le decine di migliaia di interazioni di tutti quanti noi. La clase hecha penalty. Panenka de Pirlo vs Inglaterra. http://twitpic.com/a05zn4Sr. Madridista. #pirlo #21 #italy #euro2012 #godfatherRininta Octarini anyone for tennis? #ITALIAinghilterra http://pic.twitter.com/b26V6ApaFederico Catania God salverà la regina ma non quelli che si difendono per 120 minuti #pessimaalbioneAndrea Vianello @lddio c’è!#maidiretweetmatteo grandi Goal save the queen! #maidiretweetdav RT @layura76: Ecco l’Atac che festeggia la vittoria #italiainghilterra http://pic.twitter.com/5LjIEYG8Francesco Vaccaro Insomma, un’esperienza che dimostra, una volta di più, come la social tv prescinda dall’impulso autorale e si auto-organizzi invece nascendo dal basso, così evidenziando quanto possa essere appetibile la torta dell’engagement che i broadcaster italiani al momento si limitano ad osservare.  [...]



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