La fine di maggio è, per i network televisivi, tempo di analisi e bilanci. Un momento per capire cosa è andato bene e cosa si sarebbe potuto fare meglio, quali prodotti tra quelli lanciati in pompa magna tra settembre e ottobre hanno avuto il successo sperato e quali, invece, si sono sciolti come neve al sole con l’arrivo della bella stagione e la perdita di interesse degli spettatori.

La stagione in sintesi: i rating dei Big 5 statunitensi

Secondo i dati di ascolto tradizionali registrati da Nielsen, magari limitati alla sola fascia commerciale 18-49 che rappresenta il reale interesse di network e pubblicitari, Fox ha vinto anche questa stagione televisiva (per l’ottava volta consecutiva, un record per la televisione broadcast statunitense), sebbene la battaglia con CBS sia stata molto più dura degli altri anni (appena 0,2 di rating).

Guardando al totale della popolazione, tra l’altro, CBS riuscirebbe a superare i numeri di Fox, che, stando ai dati live-plus-same-day della fascia 18-49,ha perso il 9% dei suoi spettatori dello scorso anno (di cui una buona parte dovuta al 25% in meno di ascolti del suo programma di punta, American Idol).

Anche le altre due rivali, NBC e ABC, si scambiano i posti: sebbene molti dei suoi programmi abbiano avuto un calo di ascolti durante questa stagione, NBC sale al terzo posto, posizione per cui deve principalmente ringraziare i suoi programmi sportivi (Super Bowl XLVI, Sunday Night Football) e il reality The Voice. Il network ha raccolto il 9% in più di pubblico, per una penetrazione media di 2.5, che  gli ha consentito di risalire alla terza posizione dopo molti anni.

ABC si trova ora al quarto posto, appena un decimo di punto dietro NBC con una penetrazione di 2.4 e il 4% di pubblico in meno rispetto a un anno fa: parte di questo calo è dovuto ad un crollo del reality Dancing with the Stars.

Il crollo di CW è, se possibile, ancora peggiore di Fox e ABC: il 22% in meno dello scorso anno, con una penetrazione dello 0,7% tra gli spettatori 18-49.  Anche tra il suo target di riferimento, i 18-34enni, CW registra un calo a due cifre (-20%): questa fascia di pubblico continua ad essere preda di Fox, che ha una penetrazione di 2,7.

I dati Nielsen relativi ai programmi televisivi più visti riflettono perfettamente quanto appena detto sui network (qui la classifica completa). Ma, sebbene i rating tradizionali rimangano il principale metro di valutazione del successo (o meno) di un network e di un programma al suo interno, negli ultimi anni sta emergendo sempre più una tendenza a dare importanza al valore che i programmi riescono a costruirsi al di fuori dello schermo televisivo.

Rating alternativi: il ruolo di social media e crossplatform

I servizi che misurano il social buzz nato attorno agli show televisivi sono ormai diversi, ma in pochi compiono lo step successivo, confrontando il social engagement e la reputazione online con la visione tradizionale e multipiattaforma per ottenere dei dati che diano conto dell’impatto complessivo di un programma. Inizia ad essere il momento di prendere, anche parzialmente, in considerazione i dati che emergono da queste analisi: possono fornire un’immagine molto più completa e multiforme dei rating tradizionali, permettendo di comprendere meglio quali siano le esigenze reali del pubblico.

È con questi obiettivi che Optimedia realizza uno studio dal nome Content Power Ratings, che permette a network e pubblicitari di avere una valutazione indipendente del valore dei loro show su tutti e quattro gli schermi (tv, pc, smartphone, tablet). La ricerca crea un indice di gradimento dei programmi televisivi per poi metterlo in confronto con i rating tradizionali. I risultati sono spesso sorprendenti.

Sebbene American Idol, senza troppe sorprese, sia al primo posto di entrambe le classifiche, è interessante vedere come da quella di Optimedia (CPR 5.0 rank) balzino in avanti serie come Glee, Two and a Half Men, Jersey Shore e The Big Bang Theory, ma anche show animati come South Park e Family Guy (I Griffin).

Tra I risultati più evidenti:

  • American Idol (#1, FOX) domina per il quinto anno consecutive la classifica
  • The X Factor (#4, FOX) e The Voice (#12, NBC) sono gli show più alti tra quelli alla loro prima stagione
  • Once Upon a Time (#24, ABC) è la serie tv alla prima stagione più alta in classifica;
  • Tra i dati sule conversazioni nei social media, The X Factor, Jersey Shore e Glee superano di gran lunga gli altri show.

Glee, ad esempio, ha avuto una performance eccezionale tra le conversazioni online, in special modo real time, facendo crescere l’advocacy e il coinvolgimento del pubblico.

Stiamo parlando di prodotti (e come loro tanti altri poco più giù in classifica) che, pur non eccellendo nei rating tradizionali, sono apprezzati da ampie fette di pubblico che li commentano sui social media e, sempre più spesso, non li seguono in diretta live ma attraverso uno dei molteplici servizi timeshifted multipiattaforma.

L’impatto sulle serie tv… che esplorano altre piattaforme

Le serie tv sono, tra tutti i programmi, quelle che più hanno sofferto la divergenza tra rating tradizionali ed innovativi: pensiamo solo a quante ne sono state cancellate tra quelle più apprezzate dai fan. Si tratta, giustamente, della regola principale della televisione: “se non fai ascolti ti cancello”.

È, però, interessante notare come chi fa parte dell’ecosistema televisivo ma si piazza poco fuori dalla realtà broadcast stia iniziando a seguire delle regole differenti. Distributori di contenuti come Netflix, Amazon e Hulu, che si sono da poco imbarcati nella produzione di serie originali, pensano con attenzione alla possibilità di poter attingere a quell’enorme calderone di idee e di pubblico costituito dalle serie tv di nicchia che, però, hanno un forte impatto secondo sistemi di rating non tradizionali.

Abbiamo già visto come lo scorso autunno Netflix, il gigante del pay streaming USA, abbia firmato un accordo per finanziare il revival della commedia cult Arrested Development (Ti Presento i Miei nel doppiaggio Mediaset), a 5 anni di distanza dalla trasmissione dell’ultima puntata. DirecTV, dal canto suo, ha acquistato I diritti per nuove stagioni di Friday Night Lights (precedentemente di NBC) e Damages (FX). Nelle ultime settimane, poi, le voci di serie acquistate e trasmesse dall’Amazon o dal Netflix di turno si rincorrono sempre più, tra chi ci scherza su e chi le prende sul serio. Si è lungamente parlato di Terra Nova su Netflix, ma l’accordo della settimana sembrerebbe riguardare Pan Am e Amazon: la serie sulle hostess della compagnia aerea americana negli anni ‘60, che ha avuto dei riscontri non felicissimi negli Stati Uniti ma ottimi in Europa, dovrebbe essere continuata dal gigante delle vendite online.


Riflettiamo, quindi, sulla necessità di iniziare a considerare, non tanto per i grandi broadcaster quanto per i canali più piccoli, l’opportunità di iniziare a ricorrere a metodi alternativi per la valutazione del successo di un programma. Per evitare che le audience, stanche di essere sottoposte a prodotti che non apprezzano a pieno, decidano definitivamente di scappare verso altri lidi che, invece, ascoltano il loro punto di vista.

di Giulia Marinelli

@giuliamarinelli

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