Un paio di settimane fa ha suscitato un micro-scalpore nella blogosfera l’avvistamento su Linkedin della nomina a “Vice President of Original Television” per Joe Lewis, neo-assunto dirigente di Amazon. Dopo poche ore e parecchie domande dei cronisti incuriositi, in primis quelli della rivista Fortune e di CNN Money, la carica è sparita dal curriculum online di Lewis, adesso definito “Vice President, Production”.

È rimasta però la sensazione evidente di un prossimo ingresso del gigante dell’e-commerce nella creazione di contenuti video inediti, per fronteggiare l’escalation di investimenti di Google/YouTube, Hulu, AOL, Yahoo, Netflix, senza contare più o meno tutti i principali player della filiera tradizionale e adesso persino i miliardari messicani.

Proprio dal fronte Hulu, arriva in queste ore un’altra notizia, stavolta confermata e ufficiale, di enorme significato strategico in prospettiva futura. La joint venture formata da FOX/News Corp., ABC/Disney e NBC/Comcast per la distribuzione in streaming delle rispettive library unirà le forze con FreemantleMedia Enterprises per invadere i mercati internazionali dei diritti.

Freemantle, braccio armato londinese dei tedeschi di Bertelsmann/RTL nell’editoria TV, possiede il copyright su un enorme pacchetto di quiz e game show d’annata – da OK, il prezzo è giusto a Family Feud alla Ruota della Fortuna – a cui vanno aggiunti alcuni dei più noti reality del millennio in corso (The Apprentice, X Factor e tutte le declinazioni locali di American Idol).

I termini dell’accordo con Hulu sono stati enunciati sul blog aziendale da Andy Forssell, responsabile del videoportale per gli show originali e le co-produzioni. Si tratta di un first look deal; in parole povere, Freemantle avrà la prelazione su ogni novità targata Hulu, potendo scegliere se aggiungerla o meno nel catalogo presentato alla schiera di buyer delegati da broadcaster, netcaster e operatori telefonici del pianeta.

Stando ai comunicati stampa, è la prima partnership mai firmata tra un distributore di alto livello degli old media e una piattaforma leader nel segmento dell’online video. «Per noi – ha commentato sul Los Angeles Times Jeff Tahler, l’uomo che in Freemantle decide su acquisizioni e sviluppo di nuovi business – non si tratta di aggiungere in portfolio un singolo titolo di eccezionale interesse, il nostro obiettivo è iniziare a lavorare con Hulu. È una collaborazione che riveste ormai la stessa importanza di quelle con i grandi network TV».

In passato studios digitali di arrembanti ambizioni ma modeste dimensioni, ad esempio la Vuguru dell’ex boss Disney Michael Eisner, avevano siglato analoghe alleanze per le medesime finalità con soggetti specializzati (nello specifico Vuguru gli inglesi di Content Media Corp, tramite l’etichetta Fireworks).

L’operatività per l’accoppiata Hulu/Freemantle si avvierà con la commercializzazione di A Day in the Life, il ciclo di docu-interviste diretto da Morgan Spurlock (regista cult del manifesto anti-McDonald’s Super Size Me).

Dopo una stagione inaugurale di 6 puntate nell’estate 2011, A Day In The Life tornerà su Hulu.com proprio questa settimana con ritratti delle giornate-tipo del comico Marc Maron, del lottatore di arti marziali miste Mayhem Miller, dello chef italoamericano Mario Batali, e dei musicisti hip-hop Das Racist.

Nel definire i criteri che ispirano il processo di selezione per documentari e fiction finanziati da Hulu, Andy Forssell parla di «tre requisiti essenziali a cui ogni progetto deve corrispondere: 1) dev’essere in linea con i più elevati standard qualitativi della TV tradizionale; 2) dev’essere accolto con entusiasmo nella sua nicchia specifica di pubblico; 3) deve offrirci l’opportunità di lavorare con autori che esprimano una prospettiva unica nel loro genere».

Finora, a parte i reportage di Spurlock, sono tre le produzioni che hanno passato il “test dei tre requisiti”: Battleground, sitcom satirica sulla politica USA in 13 puntate da 30 minuti l’una, diretto da J. D. Walsh (Studio 60 on the Sunset Strip) e prodotto da Marc Webb di (500) Giorni Insieme e Amazing Spider-Man, la parodistica sitcom sul dating Paul The Male Matchmaker e l’imminente Up to Speed, una gara per le strade d’America ideata dal regista Richard Linklater. 

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  1. [...] l’elenco delle società britanniche che hanno già presentato proposte a Jed Simmons include FremantleMedia e la Shine di Elizabeth Murdoch (gruppo News Corp.), entrambe già parte della prima ondata USA di [...]



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