Mentre i principali attori dell’online video mondiale si lanciano in una forsennata corsa alla produzione di contenuti premium originali per sganciarsi dal cordone ombelicale che ne lega fortune e spettatori alla concessione di licenze per repliche TV (o all’imprevedibile estro di qualche uploader user-generato), le immancabili rilevazioni mensili comScore relative al mese di Dicembre 2011, appena pubblicate, ci dipingono un quadro a tinte forti soprattutto per quanto concerne Google.

Di nuovo in salita in termini di utenti unici, da 151 a 157 milioni (+9% in 30 giorni), Mountain View sfonda sul metrico più importante in assoluto in questa fase storica dell’industria: il tempo speso in media da ogni singolo visitatore di YouTube.

Con un ulteriore scatto avanti in una scalata graduale che sembra inarrestabile, siamo arrivati adesso a 477 minuti al mese a testa. Ovvero qualche secondo meno di 7 ore e 52 minutes. Mezz’ora più che a Novembre 2011, così come a Novembre erano stati guadagnati 20 minuti su Ottobre. Il progresso in un anno è di 3 ore e mezza al mese. Un dato che attesta la forza della fidelizzazione delle Tubo-platee, in attesa di convertirne la maggioranza a un consumo rilassato e leanback, da salotto, via via che esploderà la penetrazione globale delle Connected TV.

Le conseguenze sull’ecosistema televisivo tradizionale, finora marginali, sono destinate a farsi sentire a breve. Poiché le risorse-tempo non sono purtroppo illimitate, è inevitabile che quando si raggiungeranno le 10 ore al mese su YouTube – e con il palinsesto di canali ad alto budget e trasmissioni long-form regolari in partenza è solo questione di un paio di trimestri – si inciderà negativamente sull’attenzione dedicata alle emittenti lineari.

E se il confronto tra le consuetudinarie cinque ore al giorno di TV contro le imminenti 10 al mese di YouTube può sembrare impari, si pensi a quanto sta avvenendo nelle case americane (24 milioni di abitazioni), dove è presente un abbonamento Netflix: l’accesso alla piattaforma di pay streaming precede per importanza nelle scelte quotidiane qualsiasi altro canale televisivo eccetto CBS. Netflix, va sottolineato, ha un profilo opposto rispetto a quello di YouTube; la fruizione avviene al 77% tramite televisori Internet-connessi e solo nel 20% dei casi via pc, contro l’83% su pc e 7% TV di YouTube.

Tornando alle graduatorie comScore, dietro Google rimangono stabili gli inseguitori abituali, guidati da VEVO con 53,7 milioni di unici, -5,8% rispetto a Novembre 2011.

Yahoo conferma il suo momento d’oro, conquistando la terza piazza e incrementando di altri 3 milioni di unici in un mese la sua platea. Se consideriamo che gli effetti della partnership editoriale con ABC/Disney e del cospicuo investimento in una programmazione settimanale di reality e talk condotti da volti noti dello spettacolo USA dovrebbe manifestarsi a partire dalla primavera, non è azzardato insistere sulle nostre previsioni dello scorso anno, e immaginare Yahoo al secondo posto, diretto rivale di YouTube, da qui a breve.

In discesa invece i siti del gruppo Viacom (MTV e Comedy Central) da 47,4 a 45,7 milioni di spettatori, e in crollo rovinoso le statistiche di Facebook, precipitato da 59,8 a 42 milioni di video aficionados in tre mesi. Appare chiaro che la politica di Palo Alto sul versante audiovisivo non paga.

Nella parte basse della Top 10 ritroviamo i soliti noti, con Microsoft/Bing in calo (-3,5 milioni di unici rispetto a Novembre), AOL parimenti giù (-3 milioni), Hulu immobile (31,2 contro 31,3) e gli online network di Turner a -1,1 milioni.

Interessante di contro, l’ingresso in nona posizione di Amazon, con 27,8 milioni di spettatori e 95,4 milioni di stream generati nelle ultime settimane. Non è la prima volta che Amazon appare nelle zone alte dei monitoraggi comScore – la scorsa estate, a Giugno, si era issato al decimo posto con 21,2 milioni di spettatori e 43,1 milioni di stream generati – ma è curiosa la sua apparizione proprio in concidenza con il lancio commerciale del Kindle Fire e l’espansione della base utenti iscritta ad Amazon Prime (79 dollari l’anno; il servizio nasce per chi desidera spedizioni gratuite illimitate dal portale e-commerce, è stato però allargato a includere migliaia e migliaia di film e telefilm in streaming).

Le tabelle comScore non dovrebbero in realtà calcolare le views raccolte dai servizi a pagamento. Non a caso è sempre assente Netflix. È probabile che nella performance di Amazon abbia giocato un ruolo determinante la visione di trailer, interviste e clip più o meno esclusive presentate dall’Internet Movie Database (di proprietà appunto del colosso fondato da Jeff Bezos).

In chiusura, la Top 10 dei concessionari di video pubblicità online. Hulu non solo non molla la testa, ma incrementa da 1,32 al record storico assoluto di 1,49 miliardi il numero di spot netcastati durante Dicembre. È un risultato spettacolare, del resto confermato ufficialmente già dal CEO della società, Jason Kilar, nel sintetizzare i conti 2011 sul blog aziendale.

Da segnalare anche gli 1,1 miliardi di spot gestiti da Adap.tv, 100 milioni di messaggi commerciali in streaming più che a Novembre e secondo posto strappato a Tremor Media, che perde invece intorno al 10%, presumibilmente per effetto della conclusione di qualche campagna interattiva autunnale di particolare impatto.

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4 Responses so far.

  1. [...] ai 157 milioni di utenti unici di YouTube a Dicembre 2011, con 472 minuti (quasi 8 ore) di permanenza media mensile sugli innumerevoli Tubo-verticali, i 42 milioni di Facebookiani che hanno guardato video ospitati [...]

  2. [...] marginali. Si pensi ai videoclip musicali: VEVO ha registrato a Dicembre 2011, a fronte di 800 milioni di stream sui browser classici monitorate dalle Top 10 comScore, ben 200 milioni di stream extra classifica tramite app per [...]

  3. [...] Rispetto a Dicembre 2011, la piattaforma di Mountain View scende da 157 a 152 milioni di spettatori unici, ma soprattutto perde terreno sul versante del numero di views generate (18,6 miliardi contro 21,9; siamo di nuovo sotto la soglia dei 20 miliardi) e nel fondamentale metrico del tempo speso per singolo utente (meno 23 minuti, da 7 ore e 52 minuti al mese a 7 ore e mezza scarse). [...]

  4. [...] release della Top 10 comScore, relativa ai consumi durante il mese di Marzo, si registra la conferma e il consolidamento del [...]



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