Proprio in queste ore sta rimbalzando nella twittosfera la notizia dell’accordo tra il Gruppo Editoriale L’Espresso e l’Huffington Post Media Group per creare una joint venture al 50%, funzionale a pubblicare entro fine 2012 l’edizione italiana del celebre blog da 35 milioni di utenti unici (più del New York Times nel terzo trimestre 2011, secondo le elaborazioni comScore).

Come noto l’Huffington Post, fondato sei anni or sono dalla sessantunenne Arianna Huffington insieme a Kenneth Lerer e Jonah Peretti, è stato acquistato lo scorso Febbraio da AOL, ex colosso degli Internet Service Provider USA ora convertito in editore digitale, per la cifra record di 315 milioni di dollari. Pur cambiando l’azionista di riferimento, la Huffington è stata confermata al vertice.

Con simili dimensioni numeriche alle spalle, è logico che qualsiasi evoluzione nelle strategie dell’HuffPo catturi all’istante l’attenzione degli addetti ai lavori. Ma se nella Penisola gli occhi sono giustamente puntati sugli obiettivi e potenzialità di mercato dell’operazione L’Espresso/Huffington nel segmento informazione quotidiana su carta e online, oltre Atlantico Arianna Huffington sta centrando nel suo mirino la televisione.

Secondo le indiscrezioni riportate ieri da Forbes, il direttore generale di AOL e Huffington Media, Tim Armstrong (alle cui idee per affermarsi nell’ecosistema dei new media avevamo dedicato tempo addietro un approfondimento specifico), avrebbe anticipato in via indiretta l’imminente debutto di un network in web diretta 24 ore su 24 in frontale concorrenza con la CNN, MSNBC, Al Jazeera e i numerosi canali all news della TV via cavo americana.

La nuova emittente, disponibile con ogni probabilità su qualsiasi device Net-connesso (pc, smartphone, tablet, smart TV), si chiamerà Huffington Post Streaming Network (HPSN) e verrà presentata il 2 Febbraio nel corso di un evento all’interno degli studi AOL di Manhattan. L’HPSN non va confuso con la Huffington TV, lanciata in primavera 2011, che è invece un aggregatore di telefilm, gossip e notizie in prevalenza di spettacolo e cinema.

L’idea è di sfruttare la redazione di 320 giornalisti dell’HuffPo versione blog, riprendendo a ciclo continuo con le telecamere il loro lavoro. Una specie di pachidermico reality non stop sulla vita in un giornale online, con discussioni di spessore sui temi d’attualità al posto di vacue chiacchiere tra creme da sole e flirt di convenienza messi in scena da Isole e Grandi Fratelli vari.

Le analisi e le interviste in tempo reale netcastate in live streaming dall’HPSN verranno poi rimontate e impacchettate in comode pillole, e syndicate per generi sull’ampia congerie di siti verticali del gruppo Huffington/AOL.

Nelle previsioni di Armstrong, questo ambizioso sforzo audiovisivo consentirà di moltiplicare i ricavi pubblicitari, attraendo il crescente ventaglio di sponsor alla ricerca di contenuti premium su web. Se è di qualche indicazione il successo ottenuto nel 2011 dall’approccio di The Young Turks e Glenn Beck all’informazione in web diretta – per non parlare dell’espansione sul fronte video del Wall Street Journal – la scommessa dell’Huffington TV potrebbe rivelarsi dirompente nel settore.

Del resto, la metamorfosi dei grandi organi di stampa in content provider televisivi è un processo ormai inarrestabile. Sempre ieri l’agenzia Reuters, 160 anni di storie alle spalle, ha annunciato l’avvio delle trasmissioni di Reuters TV, parte integrante dei famigerati 100 canali originali YouTube ad alto budget previsti al via nel 2012.

Al momento Reuters TV si declina su 10 format regolari, spalmati tra breaking news, commenti di finanza, politica e tecnologia, e inchieste:

Reuters Investigates, reportage e speciali dai quattro angoli del globo;

The Trail, dedicato alla campagna elettorale per la corsa alla Casa Bianca;

Felix TV, finanza, condotto dal blogger Felix Salmon;

Media Bite, il mondo dei media sotto la lente dell’opinionista Peter Lauria;

Tech Tonic, social media, presenta Anthony De Rosa;

Freeland File, le interviste di Chrystia Freeland;

Fast Forward, lo show di approfondimento del canale;

Money Clip, consigli per i risparmiatori;

Rough Cuts, riflettori puntati sul citizen journalism, presenta Jen Rogers;

Decoder, le news del giorno.

Sviluppata dal producer veterano Barclay Palmer, la programmazione ha esordito con un botta-e-risposta in esclusiva della Freeland con Mikhail Prokhorov, il giovane magnate russo, proprietario della squadra di basket dei New Jersey Nets, candidato contro Vladimir Putin per le elezioni presidenziali previste a Marzo.

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3 Responses so far.

  1. [...] abbiamo descritto negli ultimi giorni i debutti di Reuters TV (news), START (gaming da News Corp.), Young Hollywood e le mille declinazioni di Clevver Media [...]

  2. [...] The News Hub però è un prodotto concepito per una fruizione parallela e sovrapposta all’edizione digitale del quotidiano. Esiste in funzione di e in simbiosi con le ultime notizie. E cerca utenti pescando nello stesso serbatoio dei canali tematici di informazione TV, dalla CNN in giù (dove troverà presto l’agguerrita concorrenza dell’Huffington Post Streaming Network). [...]

  3. [...] è sterminata e in progressiva espansione. Si va dagli sport estremi a quelli mainstream, dalle news alle fiction drammatiche agli show di ballo e musica, dalle alleanze con major e celebrità per [...]



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