Dopo il debutto multischermo del Servizio Pubblico di Santoro, da ieri sera anche l’Italia sembra essersi dotata di una trasmissione regolare in grado di catalizzare ascolti online di dimensioni generaliste (volendo escludere dal calcolo, in quanto accumulatisi on demand nel tempo e non in una singola sera, i circa 500.000 spettatori di media delle sette puntate di Freaks The Series).
I primi dati ufficiali, divulgati verso mezzogiorno, sulla fruizione crosspiattaforma dell’erede di Annozero parlano di un pubblico Internet di 3.600.000 contatti. Tra le statistiche per singolo videoportale spiccano i 300.000 utenti unici simultanei in live streaming su Repubblica.it, i 100.000 su Corriere.it e i 119.000 sul sito ufficiale, su Facebook e su Il Fatto Quotidiano. Com’era prevedibile, Servizio Pubblico detiene anche il primato di sempre per un live streaming su iPad/iPhone in Italia.
Possiamo stimare quindi una platea media di 500.000 internauti in ogni singolo istante del programma.
La metà esatta, per fare un raffronto suggestivo, del milione di persone interessate all’altro talk politico del giovedì, Piazzapulita su La7, scritto e condotto proprio da un ex uomo-inchiesta di Annozero (Corrado Formigli).
Una componente dunque sempre più significativa del consumo totale deriva dal web: circa un sesto dei 3 milioni di telespettatori “tradizionali” raccolti via satellite e digitale terrestre dai network a palinsesto lineare affiliati al progetto.
Davanti allo schermo TV classico un atteso, ma ugualmente roboante 12% degli italiani ha optato per Scassare la Casta, schivando per un giorno le lusinghe di RAI e Mediaset. Se Sky sorride, con 600.000 sintonizzati su Sky TG 24, è boom storico per le emittenti locali. Secondo le elaborazioni dello Studio Frasi sui dati Auditel, infatti, 2.383.000 spettatori hanno seguito in diretta Santoro sul circuito di broadcaster areali capitanato dal gruppo Mediapason / Telelombardia di Sandro Parenzo (il doppio degli ascolti standard in prime time, il triplo addirittura in seconda serata).
Da sottolineare la performance del programma in termini di engagement interattivo e di Social TV. Il profilo Facebook ha raggiunto in poche settimane 172.000 fan; un altro record, se pensiamo che Repubblica e Corriere della Sera ne hanno entrambi poco più di 500.000, Annozero 560.000, mentre Raiperunanotte ne ha raggranellati in un anno e mezzo 270.000. Da solo l’evento debutto ha portato 55.000 nuovi iscritti in 3 ore di diretta. I sondaggi in tempo reale lanciati sulla Fan Page hanno sfondato quota 120.000 risposte; un livello di interazione inaudito per il nostro Paese. L’hashtag #serviziopubblico è balzato fulmineamente in testa tra i trending topic sull’edizione in italiano di Twitter, dove Santoro e i suoi hanno 10.000 follower.
La conseguenza principale di questo exploit – oltre a fornire indirettamente una poderosa spinta all’industria dei contenuti originali per Internet e all’emittenza locale – sarà con ogni probabilità il consolidamento del modello di business ibrido adottato dall’associazione Servizio Pubblico: per metà crowdfunding, per l’altra, più consistente, metà raccolta pubblicitaria sulla syndication di areali coinvolte, affidata a Publishare.
Sul versante crowdfunding, il milione di euro generato dai 100.000 sostenitori virtuali (con donazioni da 10 euro ciascuno) non è affatto distante, mutatis mutandis, dalle esperienze americane di giornalismo politico finanziato dal web; vedi il fortunato meccanismo di pay streaming messo in moto quest’estate dall’ex opinionista di Fox News Glenn Beck.
Sul lato advertising, invece, al momento il minimo garantito dichiarato da Publishare è di 110.000 euro a puntata, ricavati tramite 4 interruzioni da 8 spot l’una (quattro erano le interruzioni di Annozero su RAI 2 la scorsa stagione, si è deciso di replicare lo stesso affollamento per Servizio Pubblico). È ragionevole ipotizzare però che in futuro inserzionisti e centri media faranno a gara per strapparsi gli slot commerciali disponibili. Determinando de facto la nascita del primo brand audiovisivo nativamente multischermo negli annali della TV italiana.
di Andrea Materia
Twitter: @andreamateria
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