Nell’estate 2008 un musical tragicomico in tre atti, il Dr. Horrible Sing-Along Blog, dimostrò all’incredulo universo degli studios che una produzione veicolata esclusivamente su Internet poteva essere non solo cliccata, ma generosamente monetizzata. In parole povere, esisteva un business per le webseries professionali.

Realizzato durante lo sciopero degli sceneggiatori americani di fine 2007 con budget modesto, ma mezzi tecnici d’eccellenza e un cast di veterani disposti a lavorare a compenso differito, Dr. Horrible incassò nei primi 18 mesi oltre 2,5 milioni di dollari da iTunes (dove l’intera serie è tuttora in vendita a 8 dollari in HD per la versione integrale, o 3 dollari per episodio singolo, e ha spesso conquistato nel tempo posizioni di rilievo nella Top 100 dei TV Show). Alle entrate di iTunes vanno aggiunti i ricavi delle successive edizioni in dvd e Blu-Ray, della colonna sonora, e della vendita dei diritti per il pay streaming a Netflix e altri operatori internazionali di home video on demand.

Il ritorno dell’investimento sul progetto è di quelli record: 12 volte il costo iniziale di 200.000 dollari. Da allora gli introiti sono copiosamente aumentati, tanto da mettere in cantiere un sequel ad alto profilo, per il quale sono stati già provati i numeri musicali.

Curiosamente, il Dr. Horrible era stato concepito per una distribuzione mondiale gratuita. A metà Luglio 2008 l’opera esordì infatti in free streaming sul sito ufficiale, all’epoca ospitato dai server di Hulu e accessibile per l’occasione anche fuori dagli Stati Uniti. Ma l’eccesso di traffico fece andare in tilt i contatori di banda. Così alla finestra gratuita su Hulu, che in origine doveva durare 4 giorni ed è stata invece estesa a 4 mesi, venne affiancato il download su iTunes.

Dietro le avventure dell’aspirante super-malvagio Dr. Horrible – interpretato da Neil Patrick Harris, che per la parte ha poi vinto uno Streamy Awards, e dall’ormai leggendaria Felicia Day – si cela il genio creativo di Joss Whedon, autore di cult televisivi del calibro di Buffy l’Ammazzavampiri, lo spin-off Angel, la sfortunata Firefly e la recente Dollhouse, nonchè regista di uno dei più apprezzati episodi di Glee e dell’imminente kolossal della Marvel The Avengers.

E qui veniamo alla news odierna. Whedon, accanito appassionato di tutte le cose geek, a partire dai fumetti, l’anno scorso aveva annunciato il suo ritorno alle webseries con un titolo di fantascienza apocalittica, profondamente dark e privo di «qualsiasi sorta di esibizione canora».

Intitolato Wastelanders, il serial sarebbe stato co-firmato da un autentico mito del mondo delle graphic novel, l’inglese Warren Ellis. Dalla fine degli anni ’90 Ellis è diventato una specie di simbolo per chi ama interpretazioni dissacranti e sovente nichiliste del concetto di super-eroe; si pensi ai suoi Planetary e The Authority, pubblicati da un’etichetta minore della DC Comics, alla lunga serie di collane per editori di nicchia uscite nel passato quinquennio.

L’accoppiata Whedon + Ellis è naturalmente di quelle che scatenano la blogosfera e le community di fan più vicine alla sensibilità dell’industria webseriale. Ma il coinvolgimento di Whedon con The Avengers, alias I Vendicatori (un film ensemble destinato a riunire i protagonisti di tutte le ultime saghe sul grande schermo della Marvel: Iron Man, Capitan America, Thor e Hulk) aveva fatto temere il peggio per Wastelanders.

Per la gioia dei whedoniani, e di chiunque segua il panorama delle webseries, si trattava di paure infondate. Sebbene ritardato dalla complessità dell’operazione Vendicatori, Wastelanders è infatti di nuovo ai cancelletti di partenza. Lo ha confermato lo stesso Whedon in un’intervista a Entertainment Weekly. «Non mi attendo alcun guadagno da Wastelanders, è un impegno a rischio totale – ha dichiarato Whedon – ma non posso e non voglio sottrarmi. Tutti i filmmaker di avanguardia oggi distribuiscono su Internet, è la scena dove si riscrivono le leggi del cinema, e io devo farne parte».

Definito da Ellis «una buffa, orrenda storia sulla fine del mondo», Wastelanders sarà diviso in 5 puntate da mezz’ora, sulla falsariga dei vecchi sceneggiati anni ‘50 del Professor Bernard Quatermass, oggi fuori formato rispetto ai 45 minuti tipici del telefilm drammatico USA.

Non stupisca il riferimento a un personaggio così esoterico per gli standard hollywoodiani. Embrionale prototipo dell’eroe di science fiction BBC – intellettuale, razionale, solitario e un po’ dandy – Quatermass è considerato l’ideale progenitore del Doctor Who e ha ispirato intere generazioni di scrittori inglesi, incluso ovviamente Warren Ellis, originario del Sussex.

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