Non si vive di solo YouTube. O di Hulu e Netflix, nelle aree dove i loro servizi sono disponibili (ovvero Stati Uniti e Giappone per Hulu, Stati Uniti, Canada e America Latina per Netflix). Dietro i colossi del free e pay streaming, negli ultimi 2-3 anni hanno consolidato la loro presenza una nutrita schiera di videoportali on demand alternativi, sia di impostazione generalista – si pensi a Vimeo, Dailymotion e blip.tv – che verticale e tematica, dalle clip comiche di Break.com e FunnyOrDie ai tutorial di eHow e 5min fino ad arrivare a specialisti del cinema d’autore come Fandor o Popcornflix.

Tra questi ultimi, va rapidamente conquistando posizioni SnagFilms, fondato a Washington 3 anni da Richard Allen, già responsabile delle attività cinematografiche di National Geographic, e dal ricchissimo pioniere dei new media Ted Leonsis, ex-presidente di AOL. La mission di SnagFilms è di fornire una piattaforma distributiva digitale all’universo del cinema indipendente. Una piattaforma peraltro globale, liberamente accessibile da qualsiasi territorio, con un e-magazine “gemello” a cornice informativa (lo storico indieWIRE, online dal 1996 e acquistato da Snag nel 2008).

Se in origine questo significava solo e soltanto documentari, da ieri l’ambito operativo della società di Allen e Leonsis si è esteso ad abbracciare l’intero spettro della produzione di Settima Arte, purchè estranea ai circuiti delle major. Sono state così aggiunte al catalogo 400 pellicole cosiddette “narrative”, per intenderci il classico film con trame e personaggi immaginari, ai 2.300 documentari presenti in archivio. Del resto, si chiede Allen, «I blockbuster di Hollywood si trovano ormai dappertutto online; perché i migliori titoli indipendenti non dovrebbero essere altrettanto ubiqui?».

Tra le novità, da segnalare classici del calibro dell’Angelo Azzurro di Sternberg, Intollerance di Griffith, il capolavoro del surrealismo Un Chien Andalou di Bunuel, Il Grido di Michaelangelo Antonioni, Slacker di Richard Linklater e il vincitore della premio per la miglior regia alla cinquantesima edizione di Cannes, Happy Together del cantonese Wong Kar-Wai. Inoltre un drappello di interpretazioni giovanili di grandi star su temi difficili, dalle Vite dannate di Brad Pitt e Juliette Lewis ai P.U.N.K.S. di Jessica Alba.

La library di Snag, in ottima parte disponibile per la fruizione anche in Italia, si può guardare in streaming gratuito sia dal sito ufficiale, sia embeddata su oltre 110.000 siti, blog e pagine Facebook partner commerciali (sempre con il classico player stile YouTube), nonchè attraverso una pletora di device nell’immenso ecosistema dell’audiovisivo multischermo.

Alle testate applicazioni per iPad e per i set-top box di Boxee e Roku, si affiancheranno proprio in questi giorni app dedicate per smartphone/tablet Android e Blackberry e strumenti per accedere tramite Xbox Live di Microsoft, le Connected TV di Sony, Samsung e Vizio, i servizi VOD offerti ai clienti dei grandi magazzini USA (ad esempio Vudu di Wal-Mart). Inoltre una selezione di titoli di cui Snag non possiede i diritti per la diffusione gratis verrà proposta a pagamento su iTunes, Amazon, YouTube Movies e altre piattaforme premium.

«Stiamo scalando i nostri sforzi per raggiungere in prospettiva ogni singolo potenziale appassionato di cinema d’autore sulla faccia della Terra. Entro Marzo 2012 avremo la stessa copertura di Netflix», ha dichiarato Allen ai reporter del seguitissimo TheWrap.

L’espansione della base utenti è in realtà funzionale soprattutto a ottimizzare il modello di business, per consentire al revenue sharing con i filmmaker di toccare cifre degne di nota. Al momento vengono staccati assegni superiori ai 10.000 dollari solo a un ridotto numero di fornitori di contenuti.

Per dare un ordine di grandezza, The Secrets of the Pharaohs, uno dei più cliccati documentari della collezione National Geographic, pur con 60.000 visualizzazioni nelle prime due settimane su Snag, ha generato soltanto 1.200 dollari dalle pubblicità inserite in testa e in mezzo all’opera, sulla base di un CPM di 20 dollari per ogni 1.000 spettatori.

Il previsto incremento delle views dovrebbe far esplodere la monetizzazione, e la conseguente spartizione dei profitti con gli autori. La quota standard è il 50% del totale derivante dagli spot negli streaming gratuiti, il 100% dalla vendita di dvd promozionati sulla piattaforma nella stessa pagina degli streaming.

Altro terreno su cui Snag – che alcuni mesi fa ha ricevuto 10 milioni di dollari di finanziamenti da Comcast – spera di ricavare fondi ancillari è la sezione Filmanthropy. I visitatori potranno manifestare il loro supporto sulle cause perorate dagli artisti nella vetrina virtuale di Snag, con contributi volontari in modalità crowdfunding. Settembre ad esempio è Recovery Month, con donazioni sollecitate ad aiutare i film che parlano di disintossicazione dalle dipendenze. In precedenza erano stati celebrati i diritti umani, la difesa della democrazia, la lotta alla fame e alla povertà, le diversità e le donne, l’ambiente e la pacifica co-esistenza tra i popoli.

Stampa questo articolo stampa



8 − 4 =

  • RSS
  • Facebook
  • Twitter
  • Linkedin
  • Youtube
  • Slideshare

Fatal error: Cannot redeclare _1292385382() (previously declared in /home/mhd/www.next-tv.it/htdocs/wp-content/themes/Calypso/footer.php:1) in /home/mhd/www.next-tv.it/htdocs/wp-content/themes/Calypso/footer.php on line 2