A quanto pare smartphone, tablet e Connected TV non sono gli unici “veicoli” (perdonate il doppio senso) a disposizione degli autori di webseries per espandere il proprio pubblico. Da Los Angeles arriva una nuova ipotesi alternativa: i monitor degli autobus di linea della contea.

Nelle ultime settimane Transit TV, la società incaricata di gestire i contenuti audiovisivi in onda sui 4.000 schermi dei circa 2,000 bus losangelini, ha infatti acquisito i diritti per proiettare la stagione inaugurale della webseries Los Americans a 1,2 milioni di utenti abituali del trasporto pubblico nella metropoli californiana. Il taglio dei webisodes, circa 15 minuti l’uno, è del resto ideale per catturare l’attenzione fra la fermata sotto casa e l’ufficio.

Distributo dal Public Internet Channel (Pic.tv) di One Economy, Los Americans è un affresco multigenerazionale in 8 episodi su una famiglia ispanico-americana della media borghesia di Los Angeles. Una minoranza etnica in fortissima crescita – costituiscono il 16% della popolazione USA e secondo le proiezioni raggiungeranno il 30% nel 2050 – ma assai poco rappresentata dalla TV generalista di prima serata. Già solo questo potrebbe bastare a giustificare l’integrazione dello sceneggiato nel “palinsesto” quotidiano di un servizio pubblico.

A rimarcare però la loro ulteriore diversità rispetto alle fiction classiche, le puntate iniziali di Los Americans parlano di alcolismo, disoccupazione e incomprensioni culturali inter-razziali fuori dal consueto e abusato ambito in cui tendono ad apparire in TV (le indagini criminali nei polizieschi), bensì in un articolato ritratto di famiglia contemporanea. C’è dunque una ricerca narrativa che va ben al di là dell’operazione di orgoglio e riscatto sociale per le comunità di origine latina.

Ne è inequivocabile controprova l’eccellenza del cast tecnico coinvolto. Dalle sceneggiature, firmate insieme alla regia da Dennis Leoni, già autore e produttore della premiata Resurrection Blvd. per la storica emittente di pay TV Showtime, al pacchetto di stelle assoldato per interpretare i ruoli principali. Protagonista della serie è Esai Morales, patriarca dei Los Americans; nel 1987 Morales aveva interpretato il fratello di Ritchie Valents nell’immortale La Bamba, in TV è stato il tenente Tony Rodriguez in NYPD. Accanto a lui la veterana Lupe Ontiveros (volto noto alle appassionate di Desperate Housewives) e il “duro” Raymond Cruz, veterano dei telefilm di genere legal e di recente comprimario fisso nel cultissimo Breaking Bad.

La produzione è curata da One Economy, un’ente no profit con base a Washington, fondato nel 2000 per portare la banda larga alle fasce disagiate. Los Americans è il loro secondo investimento nelle webseries dopo 9ine, sulla gravidanza minorile, vincitore di un Tally Award (sorta di Oscar della TV locale americana).

Curiosamente, l’annuncio dell’arrivo di una webseries sugli autobus di Los Angeles ha coinciso con un altro, parallelo annuncio, sebbene all’estremo opposto delle opzioni di viaggio: l’aggiunta della categoria web intrattenimento nella selezione di film e video per i passeggeri della Virgin Atlantic.

La compagnia di sir Richard Branson – tra l’altro il baronetto è citatissimo in questi giorni sulla stampa specializzata per la sua partecipazione alla prima webseries finanziata da Hulu, A Day in the Life di Morgan Spurlock – ha deciso di presentare ai suoi clienti due show nati su Internet a partire dall’autunno.

A 10.000 metri di altezza si vedranno così Lighten Up, reality sulle “buone azioni” degli artisti nel mondo, condotto da Adrian Grenier, protagonista di Entourage della HBO, e ovviamente tutti gli episodi di A Day in the Life. In gestazione anche una terza web produzione, Red Hot, stavolta sponsorizzata a monte dalla Virgin; il concept prevede di portare gli ospiti di puntata ogni volta in una destinazione popolare delle rotte di Virgin America, da Dallas a Las Vegas, da San Francisco a Fort Lauderdale.

Per onor di cronaca, va detto che l’idea delle webseries nei cieli non è una novità assoluta. Già nel 2007 Kate Modern, un poco fortunato spin-off del decano dei gialli su YouTube lonelygirl15, aveva accompagnato per alcuni mesi proprio i percorsi dei passaggeri Virgin. Ma sebbene da allora siano trascorsi solo 4 anni, per il neonato segmento della webserialità si tratta di un’autentica era geologica di distanza.

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