La App Economy guadagna terreno ancor più velocemente del previsto. Secondo la ricerca pubblicata lunedì dall’autorevole Flurry Analytics, aggregando dati interni e statistiche di comScore e Alexa su 85.000 applicazioni per iPhone, Android, BlackBerry e Windows Phone, il tempo speso sulle mobile app per la prima volta tra Maggio e Giugno ha ecceduto quello dedicato alla navigazione web. Si intende, naturalmente, tra i possessori di smartphone, circa un terzo del totale internauti, limitatamente agli Stati Uniti.
In media 81 minuti al giorno a persona, contro i 74 normalmente impiegati per i normali browser da pc fisso o portatile. A Dicembre 2010 si era circa pari, sui 70 minuti per entrambe le attività. Un anno fa il web tramite pc vinceva sulle app: 64 minuti al giorno a 43. Dall’estate 2010 a oggi si è registrato quindi un incremento del 91% nel consumo di applicazioni per iPhone/iPad, terminali Android e concorrenza, contro il +16% di tempo complessivo allocato alla navigazione “tradizionale”. Una crescita determinata da una maggiore frequenza di sessioni, piuttosto che da sessioni singole più lunghe. In parole povere, si apre una app, sovente accedendo tramite questa a Internet, molto più spesso che in passato.
Dati invero verificabili empiricamente anche solo guardandosi in giro camminando o sui mezzi pubblici, la cui portata va letta alla luce delle proiezioni della super guru Mary Meeker. I modelli statistici della Meeker ritengono inevitabile che nel 2011 le consegne di smartphone e tablet superino quelle di desktop pc e notebook. Dunque non più un segmento da early adopters, ma puro mass market. Settantacinque milioni di utenti negli States, in Francia il 27% della popolazione adulta, in Italia il 34% (secondi in Europa dietro la Spagna).
Naturalmente, nell’universo delle app la parte del leone la fanno ancora le categorie a più limitato dispendio di banda: giochi e social networking insieme rappresentano l’80% del tempo speso. News e intrattenimento arrivano solo al 9 e al 7%.
Ma l’ascesa del mobile video è impetuosa e destinata a sconvolgere entro un biennio tutti gli attuali equilibri. Abbiamo scritto a lungo, in passato, sul ruolo che la App Economy potrebbe rivestire nello scardinare i modelli di businee dell’industria televisiva. Le cifre che piovono in queste ore dalla agenzie di stampa internazionali rendono lo scenario sempre più probabile.
Già oggi le app per lo streaming video “succhiano” dal 40 al 60% dell’intero traffico dati mondiale. Secondo l’ultima edizione del trimestrale Mobile Analytics Report di Bytemobile, il fenomeno è avvertibile non solo nelle ore di punta, ma durante tutto l’arco della giornata.
Gli utenti di mobile TV inoltre sono attratti dalle risoluzioni HD, preferite agli standard 360p in una circostanza su tre (a partire da YouTube), sebbene quasi mai i network siano in grado di soddisfare adeguatamente la mole di dati richiesti. Senza contare la scarsa ottimizzazione per le esigenze dei mobile device di una gran parte dei siti, 4 su 10 sia in ambiente Android che iOS (iPhone/iPad) stando ai numeri rilasciati da Blaze Software.
In attesa di un’adozione universale della programmazione in HTML5 e di connessioni più veloci, il desiderio di audiovisivo in mobilità esplode con il download di applicazioni su applicazioni. La scorsa settimana, alla conferenza Elevate, il vice-presidente dell’area new media per la Major League of Baseball ha anticipato che entro fine 2011 la quantità di page views su MLB.com generate da mobile oltrepasserà quelle generate da pc. Gli abbonati al servizio MLB.tv sono saliti a 2 milioni, +500.000 in un solo anno. Più di 100 milioni gli stream serviti, dunque in media 50 partite a testa, +47% sul 2010.
Anche la ABC, una delle cinque grandi emittenti in chiaro americane, ha toccato quota 2 milioni di downloaders per un’applicazione mobile, in questo caso il suo iPad player. Complessivamente 28 milioni di episodi di serie TV della ABC sono state viste negli ultimi mesi tramite l’iPad player, siamo vicini alle 15 puntate ciascuno. In pratica stagioni intere di un telefilm, fruite solo via iPad.
È trend ormai mondiale. In Francia il 50% di chi possiede smartphone li usa per guardare video e il 24% per guardare specificatamente programmi televisivi (dirette in simulcast o estratti on demand). In Italia e in Gran Bretagna già nel 2010 eravamo arrivati a 2,7 milioni di fan del mobile video, con il traguardo dei 4 milioni ipotesi realistica entro Natale 2011.
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