Due settimane fa vi avevamo rivelato in anteprima i piani segreti di santa alleanza tra Google e Hollywood, dopo anni di freddezza (o guerra aperta, si pensi alla causa ancora in corso Viacom contro YouTube). Nell’occasione avevamo ipotizzato un accordo tra Google, Universal, Sony e Warner Bros. Ieri è arrivata la conferma ufficiale.

Con un post sul suo corporate blog, YouTube ha battezzato l’ingresso dei 3 studios nel suo catalogo di film a noleggio via streaming. Superati in un solo colpo e in maniera vistosa gli esperimenti di Facebook, il gigante del video sharing va così a insidiare la posizione dominante di iTunes nel settore delle transazioni online per il consumo di cinema on demand (mentre Netflix, basato su un modello di business per abbonamenti, a tariffe fisse mensili, non sembra per adesso un obiettivo diretto).

La partnership strategica tra Google, Universal, Sony e Warner – che va ad aggiungersi a quelle minori firmate in passato con Lionsgate, The Weinstein Co. e Magnolia Pictures – raddoppia all’istante l’archivio di film disponibili a pagamento su YouTube: da 3.000 a 6.000. Ma soprattutto porta in dote titoli di prestigio. Dai classici come Quei bravi ragazzi, Scarface e Taxi Driver alle ultime novità di cassetta, tra cui Inception, Il Discorso del Re, Vi presento i nostri, Green Hornet e Cattivissimo Me. Tutti per adesso geofiltrati, dunque impossibili da “affittare” per chi non possiede un indirizzo IP identificato dai server di Mountain View come Made in USA.

Pur in mancanza di una buona metà dell’Olimpo cinematografico (Fox, Disney e Paramount), l’operazione cambia radicalmente le carte in tavola nel business dell’home video. In passato YouTube aveva dedicato ampie sezioni ai trailer e ospitato nutriti pacchetti di film d’autore indipendenti nella sua Screening Room. Test di noleggio in streaming su larga scala erano già stati effettuati per le pellicole in concorso all’ultimo Sundance Film Festival, lanciati dalla premiere mondiale gratuita di  Life in a Day (il documentario user-generato, firmato da Ridley Scott e Kevin Macdonald). Ma nulla di paragonabile per dimensioni e potenzialità di penetrazione sul mercato con l’attuale Movies Page post-accordo, dove campeggiano in bella vista Harry Potter e The Social Network.

Tra le caratteristiche annunciate per il servizio, da segnalare: 

  • Una politica dei prezzi poco aggressiva, presumibilmente imposta dalle major, attente a non impoverire da subito il valore percepito della propria library. I noleggi vengono tutti 3,99 dollari, scenderanno a 2,99 dollari dopo alcuni mesi di permanenza online.
  • Non c’è ancora l’opzione per guardare i film in HD. Altro vincolo dettato da Hollywood, qui per salvaguardare le vendite di Blu-Ray e i canali di pay TV per cinefili.
  • Il noleggio dura 30 giorni, ma una volta iniziata la visione del film ci sono solo 24 ore per completarla. In compenso YouTube presenterà gratuitamente un’appendice per ogni rental chiamata Movie Extras. Di fatto l’equivalente youtubico dei contenuti bonus di un dvd: dietro-le-quinte, interviste, parodie, selezioni delle clip virali associate ai vari titoli (dai rimontaggi dei trailer ai Fan Film).
  • Una parte significativa dei lungometraggi in offerta usciranno su YouTube in contemporanea con la distribuzione in dvd. Quest’ultimo passaggio è di enorme rilevanza. Di fatto la finestra streaming (su Netflix o YouTube) è ormai equiparata a quella dei supporti fisici, circa 4 mesi dopo la fine del ciclo nelle sale, mentre rimane ad aleggiare sugli esercenti lo spettro del Premium VOD, ovvero una finestra anticipata di rilascio dei film, appena 2 mesi dopo il debutto in sala, a prezzi salati (30 dollari per ogni singolo noleggio).
  • Altro passaggio epocale: gli utenti non saranno limitati dal device su cui hanno noleggiato il film. Al contrario, potranno consumarlo ovunque, una volta completata la transazione: su pc, portatile, smartphone, tablet o Google TV.

Da segnalare la possibilità per i “clienti” di YouTube Movies di embeddare sul sito o blog personale un trailer della pellicola affittata. La logica è spingere i visitatori dei siti/blog in questione a diventare utenti di YT Movies. Sembra probabile che il meccanismo verrà associato a formule di affiliazione (ad esempio: sconti sui prossimi noleggi ogni tot visualizzazioni generate).

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9 Responses so far.

  1. [...] pricing sembra in linea con quello proposto da YouTube Movies, con qualche lieve aggiustamento al rialzo giustificato dal target di nicchia: 4 euro per le [...]

  2. [...] sta investendo pesantemente sui contenuti di lunga durata e sulla ricucitura del suo rapporto con Hollywood. Con uno scenario alle porte di TV Internet-connesse che raggiungono la massa critica del mercato [...]

  3. [...] pay streaming sui social media, dietro Facebook naturalmente sgomita YouTube, potrebbe dunque esplodere da ipotesi teorica ad anello essenziale della filiera industriale nel [...]

  4. [...] dove è peraltro esplosa negli ultimi mesi la concorrenza dell’alternativa streaming a pagamento su YouTube e [...]

  5. [...] di film in streaming contro pacchetto di film in streaming, e affiancare tariffe flat mensili all’attuale noleggio di singole pellicole a 3-4 dollari [...]

  6. [...] incentivo a preferire l’oneroso acquisto dell’intera baracca – invece di limitarsi ad accordi di licenza annuale o biennale per YouTube, a costi assai inferiori, delle library cinetelevisive degli studios – era di garantirsi per [...]

  7. [...] fronte di incoraggianti segnali di pace – vedi l’accordo per il noleggio in streaming delle library di Warner, Universal e Sony su YouTube Movies – permane una freddezza di fondo. Il [...]

  8. [...] in crescita acquisti e noleggi digitali di cinema e serie TV tramite iTunes, Facebook, YouTube Movies (al cui catalogo proprio ieri si è aggiunta la library Disney) e altre piattaforme fondate sul [...]

  9. [...] 2011 si è aperto con un diluvio di iniziative di YouTube sul fronte dei contenuti, dall’acquisizione massiva di diritti pregiati al lancio di una piattaforma di trasmissioni in diretta, dalla rinnovata enfasi sui web originals [...]



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