Scossone al vertice delle classifiche mensili di traffico tra i videoportali ad accesso gratuito di lingua inglese. A Marzo, secondo il report compilato come di consueto da comScore, AOL ha compiuto un balzo più unico che raro dal settimo al secondo posto, andando così in testa al nutrito gruppo di inseguitori dell’irraggiungibile YouTube.

Ma andiamo per ordine. Anzitutto è in crescita il numero di spettatori di online video: 174 milioni di americani si sono dedicati allo streaming, per 14,8 ore a testa, contro i 170 milioni per 13,5 ore cadauno di Febbraio. Merito dei giorni in più in calendario (31 a Marzo, appena 28 a Febbraio) e del concomitante succedersi di una sequenza di eventi mediatici del tutto fuori dagli standard: la tragedia in Giappone, la guerra civile in Libia e il fenomeno Rebecca Black, che tra video originale e imitazioni ha catalizzato da sola più del 10% delle views totali di YouTube durante il mese.

A proposito del Tubo, con quasi 2 miliardi di stream generati (+150 milioni rispetto a Febbraio) e 143 milioni di spettatori (+2 milioni), si conferma il dominatore incontrastato degli “ascolti” audiovisivi su web. In aumento anche il tempo medio trascorso su YouTube, che ormai sfonda quota 275 minuti per utente, ovvero 4,6 ore l’uno. La marcia di avvicinamento a permanenze quotidiane di stile televisivo continua.

La sorpresa di Marzo è però il secondo posto di AOL con 57 milioni di spettatori. Una specie di raddoppio, se consideriamo che il gigante degli Internet Provider americani era a 38 milioni di viewers a Febbraio. AOL esplode anche sul tempo speso per utente: da 23 a 39 minuti ciascuno. In parte l’exploit è dovuto a una modifica dei criteri di rilevazione di comScore, ma il motivo #1 è l’ingresso nella scuderia di AOL del blog giornalistico più discusso del pianeta, l’Huffington Post.

Acquistato per 315 milioni di dollari un paio di mesi fa dalla fondatrice Arianna Huffington, l’HuffPo vale 28 milioni di utenti unici al mese, un’ottima parte dei quali attratti dai video embeddati con le notizie. Diventerà sempre più funzionale alle strategie di concorrenza alla daytime TV elaborate da AOL nel 2010 e anticipate proprio da Next-TV lo scorso autunno.

Tra la terza e la quinta posizione assistiamo a una corsa ravvicinata a tre, con Yahoo lievemente in vantaggio (56 milioni di spettatori, +10 su Febbraio), Microsoft/Bing nel mezzo e ancora una volta in forte ascesa (53 milioni, +5 su Febbraio), e VEVO confermato al quinto posto ma in portentoso recupero (torna a 52 milioni di aficionados, il suo record, +6 su Febbraio).

In coda alla Top 10 troviamo altri soliti noti, tutti con considerevoli incrementi di pubblico: +2 milioni di video-spettatori per Facebook, +3 per Viacom, +7 per NBC, addirittura +14 per i videoportali del gruppo Turner.

Curiosamente l’unico player di settore immobile, fermo al decimo posto con lo stesso identico numero di spettatori di Febbraio è Hulu. Se la sua platea non si espande, in compenso Hulu continua a gonfiare le casse. Gli spot pubblicitari sulla piattaforma sono infatti nuovamente aumentati, arrivando a Marzo a un inaudita quota 1,25 miliardi (da 1,13). La raccolta pubblicitaria garantirà a Hulu nel 2011 circa 500 milioni di dollari, più del doppio di quanto incassato nel 2010.

Per Hulu, tuttavia, la news del momento è il milione di abbonati raggiunto in pochi mesi di vita da Hulu Plus. Per il servizio a pagamento, che consente ai navigatori americani di accedere a migliaia di telefilm altrimenti esclusi dall’archivio gratuito di Hulu, è la partenza più veloce nella storia del pay streaming. Il circolo virtuoso di eventi ha fatto allargare anche la base dei fornitori di contenuti, da 211 a 264, con l’arrivo su Hulu delle trasmissioni di MTV, Comedy Central, VH1 e BET e dell’immenso catalogo di classici del cinema restaurati della Criterion Collection.

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2 Responses so far.

  1. [...] di agguerriti concorrenti. Come sanno bene i lettori di Next-TV grazie alle nostre analisi delle classifiche mensili di traffico in streaming elaborate da [...]

  2. [...] Un mese fa la classifica mensile comScore degli ascolti sui principali videoportali gratuiti USA aveva segnato l’avanzata repentina di AOL al secondo posto, dietro l’inavvicinabile YouTube. Aprile vede una ritirata altrettanto improvvisa del gruppo guidato da Tim Armstrong, sceso da 57 a 40 milioni di spettatori unici, con una rovinosa diminuzione di circa un terzo degli stream generati. Lo scivolone costa ad AOL una frenata di cinque posizioni, giù fino alla settima. Non basta a spiegare il crollo il minor numero di giorni di Aprile (solo 30) rispetto a Marzo. [...]



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