Lo scorso Settembre YouTube aveva lanciato in alpha test il suo primo servizio di dirette streaming. Nulla di universale e aperto a chiunque, com’è per antonomasia il servizio di video sharing on demand del figlio prediletto di Google; si trattava di un esperimento confinato a un pacchetto di edizioni speciali di YouTube Partner notissimi come Rocketboom, Next New Networks e Howcast. Andò avanti due giorni, ma senza un significativo riscontro in termini di views e soprattutto con pesanti critiche legate alla bassa risoluzione del segnale e alle frequenti interruzioni nello stream.

Evidentemente l’infrastruttura tecnica di YouTube non era ancora pronta. In passato, infatti, le rare volte in cui aveva netcastato eventi in live streaming (come il primo Discorso agli Stati dell’Unione dell’attuale Presidente degli Stati Uniti, i numerosi concerti, o il torneo annuale di cricket indiano professionistico, che ha superato i 50 milioni di visualizzazioni), YouTube si era affidata a content delivery network, in gergo CDN, esterne. Ma una volta deciso di sfidare sul loro terreno i giganti dello streaming in diretta – Justin.tv, Ustream, Livestream e Stickam, cumulativamente quasi 10 milioni di spettatori regolari al mese – non si poteva prescindere dall’operare con risorse proprietarie.

Durante l’autunno e questo primo scorcio di inverno l’ottimizzazione dei server dev’essere quindi continuata a ritmo serrato, perché già a Dicembre si è rivista una trasmissione live: il Project For Awesome dei VlogBrothers, la quarta edizione dell’ormai tradizionale maratona di beneficenza che coinvolge migliaia di autori di video user-generati, incluse decine di YouTube Stars.

Ma il vero banco di prova sarà questo martedì, alle 21 ora di New York, quando i test per le dirette di YouTube vedranno impegnato il team di uno degli show in assoluto più popolari nell’intera Storia dell’Online Video, il decano dei web talk Diggnation. Condotto a cadenza settimanale da Kevin Rose e Alex Albrecht, Diggnation è da cinque anni il punto di riferimento #1 per qualsiasi geek degno di questo nome. Ciascuna delle sue ormai 290 puntate è seguita da centinaia di migliaia di navigatori, con immancabile fedeltà.

Dunque non un eterogeneo gruppetto di one-shot estemporanei, com’era avvenuto a Settembre, bensì un programma con un suo pubblico consolidato, che si presume non mancherà di “intasare” la banda di YouTube e stressare al limite la sua capacità di offrire live streaming ad alti livelli.

Per l’occasione i producer di Diggnation, quelli di Revision3, hanno investito in valori produttivi, aumentando a tre il numero di telecamere in funzione per le riprese e allestendo un banco di regia ad hoc, con quanto consegue in termini di costi dal sapore (e salasso) televisivo.

Sebbene non ci siano al momento piani per tradurre in appuntamento regolare la diretta di martedì, è evidente la direzione in cui vuole avviarsi YouTube: stringere i tempi per presentarsi con un ricco “palinsesto” di dirette entro fine 2011, quando la penetrazione delle TV Internet-connesse inizierà a raggiungere dimensioni di massa.

Una prospettiva a tendere da tenere sott’occhio anche per le emittenti locali europee, si pensi in Italia all’abruzzese TVSei, che in questi mesi hanno iniziato a caricare su YouTube puntate integrali dall’archivio dei loro programmi di punta. Così come per la RAI, che su YouTube offre a oggi soltanto clip brevi, ma su Facebook, con Il Bello, il Brutto e il Cattivo di RAI 5, ha già iniziato da Natale a saggiare le acque delle dirette streaming.

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3 Responses so far.

  1. [...] alle TV Internet-connesse). Nel 2010 è persino esploso il live streaming, con grandi eventi o popolari talk show in diretta su YouTube e UStream; tutta programmazione per sua natura [...]

  2. [...] In realtà la trasmissione di eventi live non è una novità per YouTube. Prima di venerdì scorso, la piattaforma si era servita di infrastrutture esterne di content delivery network (in gergo CDN) per la diretta streaming di grandi eventi come il primo discorso agli Stati dell’Unione di Obama, il torneo annuale di cricket indiano e vari concerti, tra cui spicca quello degli U2 al Rose Bowl di Pasadena. Il numero di views realizzato in queste occasioni provò che gli utenti volevano il live streaming e che valeva la pena investire per creare una piattaforma interna. [...]

  3. [...] vanta 35 milioni di visualizzazioni e 46.000 iscritti. Su YouTube si è addirittura tentato di andare in diretta. Ma l’asse dello show e lo zoccolo duro dei suoi fan, circa 250.000 secondo le stime, sono [...]



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