Fino a oggi il ruolo di YouTube nell’ecosistema dell’online video è sempre stato neutrale. Offre gratuitamente la piattaforma, gestisce per se e per gli ospiti la pubblicità e finanzia con il Programma di Partnership lo sviluppo dell’industria di contenuti originali per il web. Ma non è mai stato un editore, se non per rarissimi eventi one-shot come lo show YouTube Live a fine 2008. Di conseguenza ha sempre potuto mantenere una posizione di equidistanza ed equilibrio tra le miriadi di content provider indipendenti che devono al figlio acquisito di Google le loro recenti fortune e che rappresentano l’ossatura del “palinsesto” di YouTube.

Ora però la situazione potrebbe cambiare. Radicalmente. Secondo il New York Times, infatti, YouTube sarebbe in procinto di acquisire, per una cifra non specificata, la proprietà di uno dei suoi principali fornitori non-hollywoodiani di contenuti: Next New Networks. Ancora un mese fa l’amministratore delegato di Google, Eric E. Schmidt, aveva escluso l’ingresso nel business editoriale puro: «Mai dire mai. Abbiamo però sempre cercato di non varcare quel confine».

Cos’è cambiato, ammesso naturalmente che le indiscrezioni del NYT trovino conferma? Presumibilmente la difficoltà nel convincere gli studios e i grandi broadcaster TV a cedere le loro library per la fruizione su Google TV. Se non c’è verso di procurarsi cataloghi già esistenti, non rimane che crearseli da soli. E dunque intervenire non più indirettamente ex post (tramite il revenue sharing dei proventi pubblicitari derivati dalla distribuzione dei canali Partner), bensì a monte nella catena del valore, direttamente, nelle vesti di produttore. Con l’obiettivo di rientrare dell’investimento in seguito, prendendosi l’intera torta dell’advertising su Google TV, senza doverla spartire con le major.

Una scommessa industriale, certo, ma una scommessa che potrebbe stravolgere il volto del web video oggi e delle Internet TV, generando inedite rivalità, inedite opportunità e roboanti smottamenti dello status quo.

Next New Networks è tra i leader del movimento audiovisivo digitale. Fondato a Marzo 2007 da Fred Seibert, Herb Scannell, Emil Rensing, Timothy Shey e Jed Simmons ha ricevuto inizialmente 8 milioni di dollari da Spark Capital, Fuse Capital e Goldman Sachs, diventati poi 26 (a conferma che l’innovazione rimane solo un vuoto slogan senza risorse adeguate e il sostegno del mondo finanziario).

NNN fa base a New York. Il suo modello è aggregare videoportali verticali – dalla cinematografia indipendente di Indy Mogul alla satira di Barely Political, dall’alimentazione low cost di Hungry Nation al diluvio di informazioni automobilistiche di Fast Lane Daily – e curarne sia l’aspetto marketing/amministrativo che quello strategico/distributivo. La monetizzazione è affidata una politica di supersyndication delle trasmissioni su decine e decine di veicoli: YouTube, iTunes, DailyMotion, Metacafe, 5Min, Yahoo!, Hulu, AOL, Blip.tv, Howcast, Boxee, Tubemogul e MSN, solo per citare i principali.

Dal 2009 Next New Networks funge anche da catalizzatore di nuovi talenti. Li aiuta a distribuirsi, a costruirsi un brand, a pianificare il prodotto. Le giovani promesse sotto il suo ombrello sono al momento 65. La metà delle views mensili complessive della struttura è da attribuire a loro. E non si parla di una manciata di views…

Next New Networks ha fissato un record di 1,2 miliardi di views nel 2010. Per mettere in prospettiva il risultato, ci sono voluti 3 anni, dal 2007 al 2009, per raggiungere il primo miliardo di views. Adesso in appena 12 mesi il traguardo è stato bissato e doppiato. Un record confermato dal duplice primato nella  classifica dei video virali più visti del 2010 su YouTube, dove NNN ha strappato oro e argento, grazie a Bed Intruder Song dei fratelli Gregory e Glitter Puke, parodia della hit Tik Tok di Ke$ha firmata dal team di buontemponi meglio noto come Key of Awesome. I due cavalli di battaglia di Next New Networks hanno totalizzato insieme oltre 110 milioni di views.

Proprio Key of Awesome è stato girato per merito di un progetto sperimentale di YouTube, i Partner Grants, in base al quale Google anticipa soldi a una ristretta rosa di Partner selezionati, trattenendo in cambio tutti i ricavi fino al recupero dell’investimento. Una sorta di minimo garantito mutuato dagli old media, per consentire ai Partner di pre-finanziare una massa critica di prodotto, a sua volta funzionale alla crescita di YouTube.

di Andrea Materia

Twitter: @andreamateria

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5 Responses so far.

  1. [...] saranno volti ad integrare le novità dell’online video. In particolare Youtube investirà o addirittura comprerà NextNewNetworks, produttori indipendenti di reti di video online con il compito di [...]

  2. [...] l’investimento più consistente potrebbe essere quello ancora non ufficializzato: ovvero l’ingresso diretto nel capitale degli studios digitali più popolari, a cominciare da Next New Networks (a sua volta balzato agli [...]

  3. [...] Noi l’avevamo previsto da tempo ma  finalmente è ufficiale. YouTube ha acquistato Next New Networks – l’innovativa casa di produzione newyorkese di video online – per una cifra che sembrerebbe essere sotto i 100 milioni di dollari. [...]

  4. [...] i produttori di contenuti. Solo Next New Networks, di cui abbiamo parlato spesso per via delle voci di un ingresso nell’orbita di Google, ha incassato 1 milione di [...]

  5. [...] Mountain View nel puntare risorse e promozione su qualche sparuto web show fatto in casa, con il rischio di alienare le simpatie di vlogger e altre stelle user-generate e magari vederli fuggire verso non meglio identificati [...]



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